Titolo originale:  Mektoub, My Love: Canto Uno
Nazione:  Francia, Italia
Anno:  2017
Genere:  Drammatico
Durata:  180'
Regia:  Abdellatif Kechiche
Cast:  Shain Boumedine, Ophélie Baufle, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard, Hafsia Herzi
Produzione:  Quat'sous Films, Pathé, France 2 Cinéma
Distribuzione:  Vision Distribution
Data di uscita:  Venezia 2017 - In Concorso 24 Maggio 2018 (cinema)


Trama:
Amin ha lasciato gli studi di medicina per scrivere il suo film. Ma è estate, ci penserà domani. Lasciata Parigi per le spiagge del Mediterraneo, torna a casa e agli amici di sempre. Torna da Ophélie, compagna di giochi che non smette di guardare e fotografare. Ophélie che vuole sposare Clément ma fa l'amore con Toni, tombeur de femme incallito. A due passi dal mare, Amin flirta con Charlotte e Céline, inaugurando un'estate di giochi d'acqua e di promesse appese in cui le azioni restano senza conseguenze.

C'è un volto che ci afferra e che la caméra di Abdellatif Kechiche non smette di scrutare. È quello di Amin. Lo sguardo spiegato, il sorriso luminoso, la sua bocca, le sue labbra, tutto inizia da lui e rimanda immancabilmente a quello di Ophélie, più morbida e abbandonata, più impaziente e febbrile.

Studio vertiginoso della (loro) giovinezzaMektoub, My Love: Canto Uno è uncoup de foudre carnale e poetico su un tempo essenziale della vita: la formazione. E il modo in cui Kechiche lavora sul tempo, sulla durata del tempo, è davvero prodigioso. Tre ore fissate sui volti dei suoi protagonisti di cui non fa che scoprire lo stato dello spirito. La durata permette una precisione dei dettagli che accresce l'empatia per il personaggio. La maniera in cui Amin posa lo sguardo su Ophélie, la maniera in cui Ophélie si sostiene ad Amin, per infilare una scarpa o rivelare una confidenza, sono gesti ordinari che disegnano un'attitudine verso il mondo. Ancora una volta Abdellatif Kechiche scrive la cronaca di un'educazione fuori norma che lega Amin a un'accolita di ragazze e ragazzi, i cui volti esplodono in grossi piani, superfici espressive di nuance infinite. 

Grazie allo straordinario rapporto con la durata, che è la cifra stilistica dell'autore, Mektoub, My Love: Canto Uno dispiega la vita, il suo corpo, la sua pelle, le sue emozioni. Il cinema di Kechiche incarna letteralmente l'uomo. Non ha interiorità da esprimere o un intimo da esplicitare, il suo sguardo è tutto quanto di fuori. Come quello nero e limpido di Amin, rivela quello che vede: il mondo, gli altri, gli scambi, le danze, la gioia, la febbre, l'inquietudine, l'amore, il sesso.